Il 2023 si chiude con forti rialzi. Cosa aspettarci ora?

Dic 29, 2023Frontiera dei rendimenti

Il 2023 è stato un anno finanziario strano ma del tutto normale se lo valutiamo dal punto di vista della statistica.

Un anno fa, il 30 dicembre, ci eravamo spinti a fare un analisi statistica di quel che succede dopo importanti ribassi del 2022 sia nel settore azionario che in quello obbligazionario e ne era uscita una prospettiva molto positiva.

Utilizzando una tecnica che si basa sulla probabilità dei risultati simile al “pendolo” di Galileo, avevamo intuito che:

  1. esistono delle medie storiche di lungo periodo riguardanti le performance dei mercati finanziari
  2. le medie sono la risultante di dati passati e quindi già accaduti
  3. le medie sono la risultante di dati che stanno “sopra” e “sotto” la media per ragioni logiche di calcolo
  4. quando un singolo dato dello stesso insieme (es. nasdaq) si spinge fin troppo sotto la media, dovrà in futuro (non sappiamo quando) compensare questa discesa con una salita tale da compensare il dato negativo
  5. nel medio lungo periodo i mercati finanziari (fino ad oggi) hanno un trend rialzista

Osservando quindi la campana Gaussiana, abbiamo notato che il 2022 è stato un anno classificabile tra quelli “rari” in termini di deperformance il quale avrà, primo o poi, generato un risultato altrettanto potente in termini di performance.

Oggi quindi al 30 dicembre, esattamente un anno dopo, ci sentiamo di dire che abbiamo avuto ragione.

Chi ha seguito le nostre indicazioni, nonostante il clima fino a settembre 2023 non fosse dei più incoraggianti, ha accumulato posizioni a prezzi medio bassi che oggi, a fine anno, portano una valorizzazione molto interessante.

Per capirci i risultati dei nostri portafogli base sono stati nel 2023 questi:

Portafoglio “All weather”

Portafoglio “Palladio”

Portafoglio “Canaletto”

Portafoglio “Bassano”

**questi risultati sono calcolati già comprensivi delle commissioni di gestione degli ETF contenuti ma al netto della parcella San Marco Capital SCF e dei costi di negoziazione che dipendono da vostro istituto di credito o piattaforma di negoziazione.

Molti dei nostri clienti hanno soluzioni personalizzate con dei gradi di volatilità impossibili da comparare perchè appunto hanno scelto una strategia “tailormade” che può generare le dovute soddisfazioni in tempi diversi.

Il tema ora di cosa fare diventa paradossalmente più complicato rispetto ad un anno fa.

I corsi azionari sono saliti molto nell’ultima parte del 2023 e quindi più di qualcuno sta pensando di monetizzare.

Tutte le scelte sono legittime, e noi come indipendenti, non abbiamo alcun conflitto nel consigliare di stare investiti in un prodotto perchè non percepiamo, lo ricordo ancora, alcun vantaggio economico da questo meccanismo.

Quindi chi vuol monetizzare può farlo anche autonomamente da proprio home banking ma….

Ma siamo sicuri che sia il momento giusto?

Se la strategia prevede un orizzonte temporale di diversi anni ricordiamo che:

  1. non ha senso realizzare plusvalenze per pagare imposte e poi reinvestire (senza il 26% già pagato) in futuro magari comprando a prezzi più elevati
  2. statisticamente in cicli di 10 anni solo 2 sono negativi di cui solo uno di questi 2 è negativo sotto il 10% (potrebbe essere il 2022?).
  3. Dopo ogni crisi (le ultime 2000, 2008,2011,2015,2020,2022) ci sono anni di rialzi ovviamente con delle normali correzioni.
  4. l’interesse composto continua a lavorare reinvestendo i dividendi e le cedole nei fondi ETF anche in fase ribassista

Il metodo che suggeriamo invece in queste fasi (dopo un forte recupero) per investire nuova liquidità è l’investimento a “tranche” in modo da non entrare pesantemente in una fase di rialzo.

Ricordiamo che i rendimenti passati non sono indicazione per il futuro ma del loro maggior COSTO.

Anche se psicologicamente è dura, bisogna, se si può, investire quando ci sono i segni – (meno) davanti alle performance.

Quindi non ci siamo fatti prendere dallo sconforto un anno fa e non dobbiamo farci prendere dall’euforia oggi.

Queste emozioni fanno parte della cosiddetta finanza comportamentale che influisce sui portafogli molto più dei mercati stessi.

In pratica questa scienza ci dice che sono le persone che fanno le performance e non i mercati finanziari.

Molto affascinante.

Questo ci deve anche però responsabilizzare e cercare di fare delle semplici scelte: investire quando tutti hanno paura e essere cauti quando tutti sono euforici.

Quali sono infine i temi rilevanti nel 2024.

  1. Intelligenza artificiale. Se ne sente parlare molto e al di là delle considerazioni ideologiche nelle quali non entriamo, sarà un tema importante. In questo settore per ora però ci sono le big company che hanno anche altri business principali come microsoft, Apple, tesla etc. Dobbiamo ancora vedere delle aziende pienamente verticali quotate nei mercati senza far parte di aziende che le hanno già acquisite. Ci sono già diversi ETF che investono in verticale sul settore che si annuncia già però molto volatile (in positivo che negativo)
  2. Obbligazioni sovrane e corporate. Sono salite molto ma la maggior parte sono ancora “sotto 100” (valore di rimborso) quindi hanno ancora rendimenti attesi ad oggi sopra il 3% annuo per i prossimi 15 anni
  3. Space economy. Questo settore comprende un nuovo filone di attività del tutto nuove. Fino ad oggi il lancio di satelliti e missioni spaziali sono stati un mero costo per i contribuenti visto che le agenzie sono solo governative. Da qualche anno privati con molta disponibilità economica di cassa hanno deciso di aprire una nuova economia per trarre del profitto. Ancora rimangono molti dubbi su come potranno conseguire profitti: turismo spaziale? reti internet satellitari a pagamento? missioni su pianeti vicini per nuovi materiali “rari”? Essendo un settore che non esisteva si fa molta fatica a capire quali saranno le voci di ricavo ma senza dubbio se gente come Musk ci sta investendo miliardi di dollari, una visione di profitto esiste.
  4. Economia americana in generale: rappresenta il 60% della capitalizzazione aziendale al mondo. Non si può non partire da questo dato per costruire un piano finanziario aggiungendo poi economie per forza più piccole di dimensione come Europa, Giappone, BRICS e Cina.
  5. Cina: dal punto di vista della performance azionaria è stato il mercato più deludente degli ultimi 10 anni. Un regime totalitario non è ritenuto affidabile a livello di informazioni sulla crescita economica che evidentemente non corrisponde alla propaganda. vedi grafico

Il grafico mostra l’andamento dell’indice S&P500 con quello Cinese delle grandi aziende.

In sintesi il 2024 dovrebbe essere caratterizzato da un livello di tassi di interesse stabili o in discesa e quindi di una ripresa anche delle attività economiche nel mondo occidentale.

Elementi di destabilizzazione non mancano:

  1. Guerra Russia-Ucraina ancora in stallo
  2. Guerra israelo-palestinese
  3. Pirati e attentati mar rosso – stretto di Suez per colpire le economie mondiali
  4. Costi dei trasporti in aumento
  5. Inflazione (che sembra essere sotto controllo)

Con la speranza di aver dato un contributo di chiarezza e positivo sul futuro prossimo venturo, tutto il tema di San Marco Capital SCF augura un Buon 2024 a tutti i nostri clienti e potenziali e futuri e alle loro amate famiglie.

  • Se vuoi saperne di più puoi leggere il libro che ho scritto proprio su questi argomenti cliccando qui: La finanzata ideale

 

“Quest’articolo è stato scritto a titolo esclusivamente informativo; non costituisce sollecitazione, offerta, consigli, consulenza o raccomandazione all’investimento in quanto tale non vuole incentivare in nessun modo l’acquisto di assets. Ricordo che qualsiasi tipo di assets, viene valutato da più punti di vista ed è altamente rischioso e pertanto, ogni decisione di investimento e il relativo rischio rimangono a carico dell’investitore”

 

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